Lui & Lei
La settantenne (storia vera): il motel
14.04.2026 |
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"Continuiamo così fino a che, rossa in viso e sudata, inizia a leccarmi le palle avidamente, ansimando e dicendo “Dammelo..."
Cambiando alcune cose nella mia vita, mi sono trovato a non poter più ospitare gli incontri di sesso con Nadia, l'affascinante settantenne che ormai aveva in ostaggio il mio cazzo e le mie voglie.Lei dal canto suo, da separata in casa , era ancora più in difficoltà a fornire il luogo di un possibile incontro.
Continuammo a scriverci, con bollenti messaggi e scatti sempre più spinti, che non facevano altro che rendere sempre più impellente trovarsi e consumare una della nostre intense sessioni di sesso. Finalmente mi decisi e le proposi di trovarci e andare insieme a un motel a ore, nei pressi di un aeroporto della mia zona, temendo che potesse rifiutare trovando la cosa squallida.
Lei come sempre mi stupì, asserendo che per anni aveva lavorato in un motel, dove ne aveva viste di tutti i colori.
Ci accordiamo per un orario e un posto e mi reco ad aspettarla dato che arriverà a piedi.
Dopo aver parcheggiato la vedo venire verso la mia macchina: sebbene minuta e avanti con l'età, il suo incedere in minigonna aderente con le calze avvolte da autoreggenti a rete color carne mi accende l'inguine di un brivido caldo.
Sale in macchina, mi saluta, e subito ci baciamo, con le mie mani che sfiorano le sue gambe magre ma tornite.
Lei si lascia andare, mi infila la lingua in bocca tenendomi con una mano la nuca, mentre l'altra stringe e palpa il mio pacco, ben in rilievo nei calzoni, massaggiandolo con fermezza e affondando la lingua vorace sempre più a fondo nella mia bocca.
D'improvviso si stacca da questo bacio umido e passionale, toglie le mani, si siede composta e mi dice “Andiamo, non vorrai mica farlo qui in mezzo alla strada?”.
Questa frase invece di spegnere i miei bollori li riaccende, perché contiene una sfumatura maliziosa, quasi a voler dire che in realtà non le dispiacerebbe che la scopassi in mezzo alla via, come l'ultima delle puttane.
Accendo la macchina e guido non so neanche io come in direzione del motel, con nella mente immagini di noi due che scopiamo come animali a bordo strada, lei sdraiata sul cofano a gambe larghe o appoggiata alla portiera di schiena presa da dietro da me come una vera troia, gemente e incurante degli automobilisti di passaggio.
Mentre guido le mi guarda, sorride, parla di cose banali, ma intanto mi prende la mano e se la porta sulle cosce, facendosele palpare fino quasi all'altezza della sua figa.
Arrivati al motel sono in una nebbia di arrapamento totale, consegno i documenti, parcheggio davanti la camera, entriamo.
Lei si siede sul letto con le mani appoggiate dietro la schiena e mi guarda con un'espressione inequivocabile di voglia.
Inizio a spogliarmi e tutto a un tratto lei si alza, va verso il bagno e dice semplicemente “fatti trovare pronto quando esco”.
Mi strappo praticamente i vestiti di dosso e mi butto sul letto col cazzo duro in mano, sovreccitato.
Quando lei esce dal bagno la visione è notevole: si è messa un completino aderente di pizzo finissimo nero, con aperture circolari dalle quali fanno capolino i suoi seni abbozzati e un'apertura inguinale che rende accessibile la sua fighetta morbida e perfettamente liscia.
“Ti piace'” chiede “Sì” rispondo in un ansimo mentre il mio membro sobbalza mostrando tutto il suo apprezzamento.
Mi si avvicina con fare da gatta a quattro zampe sul letto, mi bacia mentre impugna saldamente il mio cazzo e lo stringe menandomelo lentamente.
Stacca le sue labbra dalle mie e lo prende in bocca quasi per metà, mugolando e accarezzandomi i coglioni.
Io rimango a bocca aperta, le prendo la testa e inizio a muoverla su e giù sull'asta che si insaliva sempre di più, mentre con una mano le esploro la figa bollente e spalancata, sovreccitato dal vestitino e dalla situazione.
“Prendo il mio amico” dice lei ad un tratto: estrae il vibratore rosa che tanto le piace dalla borsetta e si mette di fianco a me prona a gambe oscenamente spalancate, masturbandosi la vulva e il clitoride con la mano e il vibro, ad occhi semichiusi.
Mi metto in piedi sulle ginocchia di fianco a lei e le indirizzo le labbra, che lei spalanca mollemente, verso il mio cazzo ben eretto, infilandolo con decisione e iniziando a scoparle la bocca.
Mentre mi succhia avidamente il cazzo le stringo i capezzoli, duri come chiodi, e lei inarca il pube verso l'alto, scopandosi la figa con il vibratore che ronza al massimo.
Continuiamo così fino a che, rossa in viso e sudata, inizia a leccarmi le palle avidamente, ansimando e dicendo “Dammelo... dammelo, lo voglio dentro...”.
Non me lo faccio ripetere due volte, mi sposto in mezzo alle sue gambe e lo infilo deciso con un colpo secco: entra come in un guanto nella sua figa bagnata e rovente, fino ai coglioni, in un unico affondo.
Lei getta la testa all'indietro mentre le impugno i piedini tenendole le gambe spalancate e iniziando a stantuffare deciso e in profondità la sua figa, muovendo il cazzo avanti e indietro con un movimento ampio del bacino, infilandoglielo fino alle palle e poi ritirandomi fino a quasi farlo uscire, e ad ogni penetrazione il suo mugolio aumenta di intensità.
Sempre più eccitata passa quasi all'urlo, a bocca aperta, occhi chiusi e testa buttata all'indietro, inarcandosi per far penetrare a fondo il mio uccello duro come un paracarro, mentre la sua figa cola di piacere bagnando me e il letto.
Gode sempre di più, fino ad agguantarmi il collo tirandomi a sé, urlando “Sì, scopami, scopami, scopami” mentre liberati i piedini dalle mie mani che adesso sono scese a impugnarle saldamente il culetto, mi stringe le gambe dietro la schiena in una morsa.
“ Vieni, riempimi!” urla mentre raggiunge un orgasmo squassante, inchiodando il mio bacino con le sue gambe per tenere il mio cazzo nel massimo affondo possibile nella sua pancia, al che esplodo con un urlo inarticolato e le innaffio il ventre con una serie di schizzi potenti di sborra, ognuno accompagnato da un sobbalzo di tutto il mio corpo. Con la testa buttata indietro e la sensazioni di quasi svenire, la mia coscienza si annulla in una goduta totale, che mi lascia spossato a ricadere sul suo corpo caldo, che ora si distende in una mollezza postorgasmica calda e umida di sudore ed umori.
Rimaniamo così non so quanto, io ansimante, lei che mi accarezza e mi bacia collo e spalle, entrambi sudati, accaldati e appagati.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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